Essere in prima pagina!!!! Il resto non conta

Essere in prima pagina!!!! Il resto non conta

Il SEO è l’arte di fare trovare il proprio sito in modo naturale nei risultati dei motori di ricerca per parole chiave altamente profilate con la vostra attività, prodotto o brand; con il SEO si valorizza il know-how aziendale trasformandolo in un potente strumento di generazione di contatti utili alla vendita, di comunicazione, di pubbliche relazioni e di protezione della marca. In questa sezione ci concentreremo sulla comprensione puntuale della pagina di risposta dei motori di ricerca. La pagina di risposta di Google si compone sostanzialmente di due sezioni: l’area dei risultati naturali, al centro, e la sezione delle inserzioni, che talvolta – ma non sempre – compare in alto o, più spesso, lungo il margine destro della pagina.
Per pubblicare i loro annunci in quest’area, gli inserzionisti corrispondono un importo a Google ogni volta che l’annuncio riceve un clic: è in questo modo che il motore di ricerca, nel 2010, ha realizzato il suo important
fatturato di 30 miliardi di dollari.
L’area dei risultati naturali di ricerca (detta anche spazio organico) è collocata al centro della pagina. I risultati sono presentati in base alla loro rilevanza. Maggiore è la rilevanza, più alta sarà la posizione occupata in una determinata area. Col tempo, alcuni utenti hanno imparato ad affidarsi esclusivamente alla prima pagina dei risultati e, in particolare ai risultati naturali di ricerca.
Nel frattempo, le tecniche di ricerca sono mutate, affinandosi ulteriormente.
Stimiamo che il 58% di tutte le interrogazioni si compone di tre più parole chiave. La tendenza a digitare frasi sempre più lunghe o addirittura domande vere e proprie è frutto dell’esperienza acquisita.
Se digitate un’interrogazione di una parola, i motori di ricerca cercheranno (non senza difficoltà) di determinare cosa intendete con quella parola.
Una singola parola può essere associata a significati diversi e, a fronte di quest’ambiguità, i motori di ricerca devono interpretare il reale significato del termine richiesto.
Solitamente, una frase composta da una sola parola non consente di raggiungere in modo profilato il proprio target. Per effettuare una ricerca mirata, l’interrogazione deve contenere almeno tre parole. Quando
si vuole ottimizzare un sito sui motori di ricerca per generare business e trovare clienti, si dovrebbe puntare a essere visibili per questo tipo interrogazioni più mirate.
Cerchiamo di capire anche dove gli utenti fanno clic quando vedono la pagina di risposta (detta anche SERP) proposta dopo una ricerca. In base a nostre nostre rilevazioni condotte in vari paesi, circa il 70% dei clic sono generati dai risultati naturali di ricerca basati sulla rilevanza, mentre la restante  quota è assorbita dall’area degli annunci a pagamento “Pay Per Clic”.
Visto che la maggioranza dei clic è generata dai risultati naturali di rie ricerca è proprio in quest’area che i proprietari dei siti web cercano di posizionare il loro sito. Ma torniamo alle frasi di ricerca composte da una sola parola.
Prendiamo ad esempio la parola “rombo”.Avviando un’interrogazione con questa parola, al primo posto nella pagina dei risultati del motore di ricerca compare Wikipedia. Forse, però, non è esattamente la geometria che vi interessa. Il risultato numero tre è un sito di cucina a italiana: ma, ancora una volta, non è questo il risultato che cercavate. Nel desiderio di farvi trovare quello che cercate, Google.it vi propone nella posizione cinque le ultime news associate alla parola “rombo” che in quel giorno riguardano addirittura lo schema di
gioco a rombo che l’allenatore Leonardo ha proposto durante Inter-Roma.
Quindi, se nell’interrogazione inserite una singola parola, otterrete dai motori di ricerca una generica risposta per tentativi. Non sapendo esattamente a cosa mirate, vi proporranno un po’ di tutto, un mix delle cose che potenzialmente sono associate e rilevanti. Se invece nell’interrogazione aveste digitato “rombo ricette di cucina”, i motori di ricerca avrebbero avuto a disposizione più informazioni utili per circoscrivere meglio i risultati della ricerca.

Per capire in che sezione della pagina cliccano gli utenti, è necessario l’uso di software specifici. Nel corso degli anni è stata pubblicata una serie di rapporti sulle aree più cliccate che ci hanno permesso di comprendere meglio il comportamento degli utenti.
Nel caso della parola “rombo”, come potete vedere nella Figura 3.4,gli utenti cliccano più che altro sulle parole in grassetto. Ricordate che Google mette in grassetto le parole corrispondenti all’interrogazione
dell’utente. Ovviamente, ai fini del traffico che otterrete dai motori, determinante dove siete posizionati e dove cliccano gli utenti. Una volta generato traffico, bisogna lavorare affinché esso sia associato a un alto
tasso di conversione.
Se la pagina non rispecchia il fine/intento dell’interrogazione, il traffico genera un meccanismo chiamato “rimbalzo”, ossia quando l’utente atterra sulla pagina e, non trovando ciò che si aspettava, seleziona il tasto “indietro “ed esce in tempi rapidi. Osservando la Figura 3.4, potete vedere che, molto probabilmente, le parole in neretto sulla pagina saranno le più cliccate.
Se si considera la distribuzione dei clic nei risultati della prima pagina, appare evidente che il primo risultato naturale è quello più cliccato. In base alla nostra esperienza, come potete vedere nella Figura 3.5, il primo
risultato ha ricevuto il 42,3% di tutti i clic.
In teoria, questa cifra sarebbe stata più alta, ma tra i primi risultati compare quasi sempre Wikipedia; a mio avviso, molti utenti hanno imparato a ignorare Wikipedia, perché sanno che talvolta non corrisponde all’intento della loro ricerca. Se non fosse che Wikipedia compare così spesso in prima posizione, la percentuale di clic sui primi risultati sarebbe ancora maggiore.
Un altro aspetto degno di nota è che la posizione numero uno ottiene all’incirca  due volte il traffico della posizione numero quattro. La posizione numero tre ottiene tre volte il traffico della posizione numero otto.
la conclusione è ovvia, ma molto importante: posizionarsi sulla prima pagina non è sempre sufficiente. Proprio come nel campionato di calcio italiano, dove ciò che conta è essere nei primi tre per accedere alla
‘Chamnpions League (e, quindi, ottenere importanti benefici economici), allo stesso modo occorre occupare le prime tre posizioni della prima pagina di Google.
Più avanti dimostrerò perché le prime tre posizioni rappresentino in realtà la nuova prima pagina dei. risultati di ricerca. Per il momento limitiamoci a ricordare che per ottenere il traffico desiderato è necessario posizionarsi tra i primi tre risultati per le parole chiave specifiche del proprio business.
Articolo tratto dal libro: Trovare clienti su Google. ed Hoepli. Autori: Ale Agostini , Bruce Clay.
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